
Basilicata
La Basilicata non è un posto che riesco a raccontare facilmente, nemmeno dopo averci passato giorni con la macchina fotografica in mano. È una di quelle terre che devi vivere, più che spiegare. Appena arrivi, ti accorgi subito che ha qualcosa di diverso: è ruvida, quasi dura, ma allo stesso tempo incredibilmente poetica. La roccia è ovunque, sembra comandare lei, modellata dal tempo in forme assurde. E poi, quando meno te lo aspetti, trovi acqua, superfici ferme che riflettono il cielo e ti costringono a rallentare.
Ci sono posti che, giuro, sembrano inventati. Quando sono arrivato a Craco ho avuto quella sensazione strana di essere fuori dal tempo. È lì, ferma, su quella collina di argilla, silenziosa. Fotografarla è stato quasi surreale: non c’era nulla da aggiungere, solo da osservare. Poi sono passato per Tursi, e lì l’atmosfera cambia. Più intima, più nascosta. Mi sono perso tra vicoli, pietra e vegetazione, come se stessi entrando davvero in una specie di giardino segreto. È uno di quei posti che non ti colpiscono subito, ma che ti restano in mente.
E poi c’è stato uno di quei momenti che non dimenticherò facilmente: salire fino al Cristo Redentore di Maratea. Arrivarci con la luce giusta cambia tutto. Io ci sono andato verso il tramonto, e vedere questa statua enorme, 22 metri, che guarda il mare… è stata un'emozione difficile da spiegare. Ho scattato tanto, ma a un certo punto ho smesso e mi sono messo solo a guardare. Il mare sotto, il cielo che cambiava colore… era uno di quei momenti in cui capisci che la foto è solo una parte dell’esperienza, uno strumento per poterla ricordare o far vivere agli altri.
Ovviamente non potevo non fermarmi a Matera. Lì è tutta un’altra storia. È come se la pietra prendesse vita. Camminando tra i Sassi avevo continuamente la sensazione di essere dentro qualcosa di antico, quasi primordiale. La luce cambia tutto durante il giorno: la mattina è morbida, la sera diventa teatrale. Fotografare Matera è un gioco continuo tra ombre e superfici.
Quello che mi ha colpito davvero, però, è il contrasto. Perché sì, la Basilicata è roccia, è dura, è quasi lunare a tratti. Ma poi trovi laghi, acqua calma, verde. È questo equilibrio che mi ha tenuto sempre in tensione creativa: passare da paesaggi aridi a scene completamente diverse nel giro di pochi chilometri.
Alla fine, il mio pensiero più sincero è che la Basilicata non è per tutti. È per chi ha voglia di cercare, di perdersi un po’, di accettare il silenzio. Non è il lusso classico, quello costruito. Qui il lusso è avere spazio, luce, tempo. E la sensazione che quello che stai guardando sia semplicemente vero.
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